Carne alla brace: come sceglierla, come cucinarla, come gustarla al meglio

Vuoi diventare “il Dio del barbecue”? Scopri tecniche e consigli per la grigliata perfetta.

Alzati e cucina! Ecco il miracolo che convince anche i più scettici a diventare i protagonisti di un pranzo o una cena: la carne alla griglia!

Perché il barbecue o la grigliata, che non sono proprio la stessa cosa (ma se ancora non lo sapevi significa che sei nel posto giusto), sono un momento conviviale che riunisce amici e famiglia e accontenta tutti i palati: alla griglia sono destinati tipi di carne diversi, ma anche verdure o pesce, per esempio.

Noi, da amanti e specialisti della carne, vogliamo accompagnarvi alla scoperta della cottura della carne alla brace.

Spoiler alert: qui troverai consigli che vanno ben oltre l’olio extravergine e le erbe aromatiche per marinare la carne…

In questa pagina troverai non solo tecniche e tempi di cottura, ma consigli su come scegliere i migliori tagli, suggerimenti per trattare la carne prima, durante e dopo la cottura, dritte sulle carni rosse e la carne bovina. Insomma, questa è una guida, un manuale che potrai definire la tua Bibbia per quanto riguarda la carne ai ferri.

Come? Ti incuriosisce sapere qual è la differenza tra grigliata e barbecue perché da quando l’abbiamo accennato poco fa non pensi ad altro? Pronti! 

Principalmente la differenza tra griglia e barbecue riguarda la modalità con cui si cuoce e nello specifico la temperatura e i tempi di cottura.

Quando si cucina alla griglia, la cottura della carne avviene a temperature molto alte e per un tempo estremamente contenuto, al contrario con il barbecue la cottura è indiretta, con la fonte di calore lontana, si usa un coperchio che di fatto cuoce come in un forno, con tempi più lunghi e a temperature più basse.

E certo, al prossimo appuntamento con il fuoco, puoi dire di averlo sempre saputo mentre lo spieghi agli amici!

Ma iniziamo ad affrontare il nostro tema e facciamolo chiamando nuovamente in causa un elemento fondamentale: in cucina serve tempo e la carne alla griglia non fa eccezione. Al di là di strumenti, postazioni, utensili e accessori, la protagonista della tua grigliata è una sola, la carne, e il tuo barbecue inizia ben prima di accendere il fuoco, tutto comincia dalla spesa.

Come scegliere la carne per grigliate

Il primo passo per portare a casa la grigliata perfetta è conoscere i gusti degli invitati. Può sembrare scontato, ma non lo è. Il bello di un barbecue è la varietà dei tagli e tipi di carne che possono essere cotti alla brace, la maestria di chi sta alla griglia è anche nel saper gestire la cottura veloce di alcune tipologie di carne e quella più lenta di altre.

Organizzare una grigliata inizia dalla spesa: quanta carne ma soprattutto quale? Quando si tratta di braci, i tagli di carne rossa non possono mancare, tra questi la carne bovina è la più indicata per una cottura ai ferri ed è quella che ha la resa migliore. Costata, filetto, lombata, controfiletto, scamone… chi più ne ha, più ne metta.

Di preferenza i tagli per le bistecche provengono dalla coscia, mentre la carne da tritare per gli hamburger non deve essere troppo magra, altrimenti la cottura tenderà ad essere secca e poco uniforme, cioè praticamente bruciata all’esterno e cruda internamente.

E le costine? Possono essere di manzo o maiale, quali sono più adatte alla cottura alla griglia? Semplice: entrambe. Quelle che gli americani chiamano Beef Ribs sono piuttosto grandi e hanno un gusto più intenso, richiedono più tempo per la cottura per ottenere un risultato omogeneo. Le Pork Ribs, invece, hanno dimensioni più piccole e quindi risultano un po’ più rapide da cucinare.

Ma… parliamo di vitello? Poco, perché a dire il vero la resa del vitello alla brace non è il massimo dal momento che è più tenera e generalmente meno grassa rispetto alla carne di manzo. Ciò detto, non va necessariamente escluso, anzi!

Certo, il maiale non può mancare in una grigliata che si rispetti. Possono essere le costine, come abbiamo detto, ma anche braciole, lonza, puntine e capocollo sono ideali per essere cotti alla griglia.

E la carne bianca? Ai ferri il petto di pollo o di tacchino è un grande classico, la carne bianca ha la caratteristica di essere ricca di proteine e povera di grassi, se paragonata alla carne rossa ed è più facilmente digeribile. In una grigliata mista non manca mai perché aiuta a stemperare i sapori, e anche perché con la giusta marinatura nelle erbe aromatiche, il pollo diventa gustoso e appetitoso.

Sulla griglia non mancano mai gli spiedini, mistici mediatorI di sapori diversi che uniscono carni differenti timidamente intervallate da quadratini di verdura, generalmente peperoni, che portano colore e vivacità. Grigliare lo spiedino è un’arte clandestina, chi ne conosce i segreti li divulga a fatica e di fronte a chi ne vuole estorcere le tecniche nascoste, si dimostra reticente e vago. Sia ben chiaro, noi non vogliamo essere quel tipo di persona.

Per esempio, hai mai sentito parlare di marezzatura della carne? È una caratteristica dei tagli di carne e definisce la distribuzione di grasso all’interno del tessuto. Tutti i tagli devono essere marezzati? No, assolutamente. Per qualche taglio destinato alla griglia, la marezzatura, che è indice di qualità della carne oltre che del processo di allevamento, garantirà un gusto più ricco, dal momento che il grasso si scioglierà durante la cottura.

Prima della cottura in molti consigliano di marinare la carne. Per alcuni è legge, per altri un sacrilegio.

Ma esattamente, cos’è la marinatura? Marinare significa insaporire, massaggiare e far riposare i tagli di carne prima di cuocerli. Tecnicamente marinare equivale a produrre un’emulsione che unisce tre parti: una acida, succo di limone ma anche birra, aceto o vino, una grassa, olio extravergine di oliva e un terzo elemento, aromi. La carne verrà quindi spennellata, massaggiata e successivamente lasciata macerare in quest’emulsione per un tempo variabile.

Come si realizza la marinatura perfetta? Non c’è una ricetta unica, perché se è vero che la classica prevede olio, succo di limone, sale e rosmarino, a ciascuno le sue preferenze. Ci sono emulsioni che aggiungono birra chiara e senape per insaporire la carne bianca in modo leggero, altre che ricordano i sapori più intensi di cucine speziate in cui si lascia marinare la carne rossa in emulsioni arricchite con zucchero, lime, salsa di soia, coriandolo, cumino e peperoncino verde, altre ancora che trasformano con senape, Brandy e salsa Worcestershire il sapore di una bistecca rendendolo deciso e profumato.

I tagli di carne rossa vanno massaggiati con l’emulsione e lasciati macerare per un tempo piuttosto lungo, in frigorifero, per almeno 4 ore, la carne bianca prima della cottura può riposare per un minimo di due ore fino ad un massimo di 4 ore.

L’avevamo detto, una grigliata richiede tempo e si comincia molto prima di accendere il fuoco.

Ma quindi tutta la carne va marinata? Se parliamo di grigliata con carni di manzo no. La marinatura tende infatti a modificare il sapore della carne e per alcuni tagli, come il wagyu, è un peccato capitale. Tutto quello che occorre a queste carni è, forse, un pizzico di sale, per il resto il loro sapore unico è un vero canto angelico, da gustare così com’è.

Come preparare la brace

Accendere il fuoco è un’operazione da calcolare bene a livello di tempi. Un errore di calcolo potrebbe far ritardare il pasto oppure potreste avere il fuoco pronto con troppo anticipo, influenzando l’organizzazione dei tempi di cottura.

La brace perfetta per i puristi della griglia si ottiene con la legna, usare carbonella o carbone può essere altrettanto efficace ma non bisogna dimenticare le soluzioni più “urban” come chi sceglie di avere sul terrazzo o in giardino un barbecue elettrico o a gas.

Dal momento che nelle alternative più moderne l’accensione richiede molta meno maestria, e sicuramente meno romanticismo, restiamo sulle tecniche per preparare le braci accendendo il fuoco nel modo più classico e tradizionale.

Partiamo dalla legna: quale usare? Sicuramente non legna trattata con vernici o impregnanti, quindi vanno esclusi pezzi di mobilio così come oggetti di cui ci si vuole liberare, in questi casi infatti il rischio è che bruciando vengano rilasciate le tossine delle sostanze con cui la legna è stata lavorata, rendendo tossico e nocivo anche il cibo che si andrà a cuocere.

Bene, ora che abbiamo detto cosa non usare, ecco le indicazioni per ottenere un fuoco… divino! 

Legna di quercia, ulivo o frassino, ma anche faggio, vite, pioppo, giuggiolo o ciliegio, c’è l’imbarazzo della scelta, l’importante è che sia secca e stagionata. Big no invece a pino, larice o abete e a tutta la legna resinosa.

Ciascun tipo di legno lascerà il suo aroma anche alla griglia, per questo chi ama grigliare ha uno o più tipi di preferenza. Se ancora non hai il tuo, pensa che la pratica rende perfetti… vai e griglia!

Aspetta, aspetta, non è che si parte con il pezzo forte, il fuoco per la brace perfetta va costruito con le tecniche delle Giovani Marmotte, praticamente: disponi piccoli pezzetti di legno facilmente infiammabili con una struttura a cono, sotto cui metterai un foglio giornale un po’ appallottolato.

Accendi il fuoco da sotto, lascialo crescere e respirare e aggiungi un po’ alla volta i pezzi di legno più grandi. Chi vuole assicurarsi il risultato senza rischi ricorre a liquidi infiammabili e diavolina, ehi, no judgement here, se non vuoi rischiare di fallire non saremo noi a dirti di no. Sappi però che i combustibili liquidi sono particolarmente pericolosi a causa del ritorno di fiamma, perciò vacci piano. E comunque, piano piano acquisterai fiducia quindi te lo assicuriamo, questi trucchetti li lascerai ai principianti.

E adesso? Adesso goditi i colori e il crepitio del tuo grande alleato nella sfida della cucina: il fuoco. Per ottenere delle braci adatte alla cottura a partire dalla legna ti ci vorrà almeno un’ora, dipendendo anche dalla quantità di legna che metterai ad ardere. Perciò, apri una (una??? ok, intanto comincia con una) birra e rilassati.

E se invece della legna vuoi usare la carbonella o il carbone? Procedi allo stesso modo con il cono o piramide (dopotutto sei tu il geometra, l’architetto, l’ingegnere, oggi!) di legnetti mettendo alla base la carta di giornale, disponi la carbonella sopra e accendi il fuoco. Aspetta una decina di minuti o un quarto d’ora per appiattire e distribuire la carbonella sul piano a tua disposizione.

In circa tre quarti d’ora otterrai le tue braci. Vuoi sapere quando sono pronte? Quando carbone e carbonella sono roventi hanno perso il colore nero e sono completamente grigi, o rossi se il piano è quello di una grigliatina serale.

Le braci si dispongono in modo abbastanza omogeneo, ma ti conviene lasciare una parte libera, sarà una sorta di “parcheggio” in caso di fiammate improvvise e comodo anche per tenere in caldo ciò che hai già cotto.

Come cuocere la carne

Lo sappiamo, accendere il fuoco ti ha galvanizzato probabilmente tanto quanto lo faceva per l’uomo di Neandertal! È il bello della griglia, riscoprire il piacere ancestrale di essere felici governando gli elementi, e il fuoco spacca, c’è poco da dire.

Bene, adesso che stai aspettando di ottenere le braci perfette puoi tornare alla carne. Già, perché l’hai conservata in frigo, ma adesso è il momento di portarla a temperatura ambiente.

Sì, perché lo shock termico che dalla temperatura di +4/6°C del ripiano del tuo frigo arriva agli oltre 200°C richiesti per una bistecca sulla griglia rischierebbe di alterarne il sapore… perciò vediamo di non vanificare tutti gli sforzi fatti sin qui.

Quanti minuti prima tirarla fuori dal frigo? Eh, dipende dai tagli e dalla misura, sicuramente un’oretta per bistecche, salsicce e simili ma almeno il doppio per qualcosa di più grande. Hai capito bene, la fiorentina ha bisogno del suo tempo.

Occhio a un dettaglio: gli hamburger invece lasciali in frigorifero un po’ più di tempo, in qualche caso fino all’ultimo per evitare spiacevoli inconvenienti (leggi proliferazione batterica)!

Ci siamo, braci fatte, griglia pronta… è il momento di iniziare! La griglia deve essere ben calda, diciamo pure incandescente, perciò non va certo posizionata all’ultimo. L’importante è che non sia troppo vicina alle braci, diciamo pure tra 10 e 20 centimetri da queste, dipende un po’ dalla potenza e dal calore sviluppato oltre che dal tipo di carne che andremo a cuocere.

Partenza facile, per prendere le misure ma anche per fare le valutazioni del caso: verdure! Hai capito bene, puoi guadagnare un po’ di tempo sulla carne e farla acclimatare iniziando a grigliare le verdure. In questo modo non prenderanno il gusto della carne e avranno il tempo di insaporirsi dopo.

Le verdure cuociono a temperature più basse, il che significa che questo darà il tempo anche alle braci di prepararsi per cucinare la carne.

È arrivato il momento: signore e signori… si grigli la carne! Un buon suggerimento che riguarda i metodi di cottura e i tempi di cottura nel caso di una grigliata mista è iniziare dal maiale, passare poi al pollo e solo in ultimo alle carni rosse di bovino.

Se il pezzo di carne, è stato marinato, va frizionato e tamponato con carta da cucina, per asciugare l’olio in eccesso. ed evitare che la faccia friggere sulla griglia. Quello che vuoi sentire è unicamente il suono del grasso che sfrigola, crepita e si scioglie!

Due parole al volo sugli utensili: sappiamo che ci pensi da un po’ e che hai già la mano sul volante per correre a fare shopping… bene, sbizzarrisciti! Set, valigette, pezzi unici, coltelli, spendi e spandi, se è questo che vuoi! Un consiglio: il forchettone è comodo ma una pinza va decisamente meglio perché evita di far fuoriuscire i succhi che manterranno morbida la tua carne.

Ora qualche precisazione sui tempi di cottura: carni bianche, per esempio il petto di pollo, non credere, a meno che non sia davvero sottile, diciamo pure un onesto petto di 150 grammi circa, avrà bisogno per una cottura omogenea di 6-8 minuti per lato.

Altro esempio, una braciola di maiale, altro grande classico della grigliatina tipo, facciamola di un paio di centimetri di spessore, qui avrai bisogno di 5-6 minuti per lato, e l’ideale sarebbe che durante la cottura tu lasciassi alle braci fare il loro lavoro, senza girarla continuamente. Ancora, una salsiccia per essere perfetta avrà bisogno di una quindicina di minuti di cottura. Insomma, fidati del fuoco e non martoriare la carne!

Gli spiedini misti, magari proprio con pollo e maiale sono perfetti per testare la tua pazienza e fiducia: e sì, gli spiedini li puoi rigirare 3 o 4 volte ma considera una quindicina di minuti complessiva per una cottura omogenea. La cottura adeguata per la carne del pollo e del maiale è ben cotta, prenditi il tuo tempo e lascia i tagli di carne di manzo per dopo.

E le costine? Eh, quelle sono un’altra storia! Nel senso, la cottura ideale per le costine sarebbe con un barbecue, quindi ad una temperatura più bassa di quella della griglia e meglio ancora se con un coperchio. Già, perché le costine, sdraiate o in piedi sull’apposito supporto, richiederanno un minimo di un’ora a circa 170°C fino ad arrivare alle 5-6 ore a 115-130°C per completare la cottura.

Torniamo alla griglia e veniamo ai tempi di cottura per la carne di manzo: ecco, non vogliamo mentirti, ma in questo caso non esiste timer che tenga. Semplicemente perché dipende dal pezzo di carne e dal grado di cottura desiderata. Non si dovrebbe andare oltre un grado di cottura medio, in alcuni casi al sangue è davvero preferibile, sicuramente la carne di manzo se viene cotta troppo a lungo tende a perdere morbidezza.
Quindi un filetto in quanto cuoce? E una costata? Chi può dirlo? Possono bastare pochi minuti per lato per chi li ama al sangue, qualche minuto in più per chi preferisce un grado di cottura medio.
 
Quello che sì possiamo dirti è che un hamburger di circa 2 centimetri di spessore avrà bisogno di 4-5 minuti di cottura per lato, durante la cottura non vanno schiacciati… a che pro fargli perdere succhi, morbidezza e sapore e farli asciugare se non addirittura seccare?
 
Ricapitolando, disponi in modo uniforme le braci lasciando però uno spazio libero, ricordati che la parte più calda, (l’equivalente di una fiamma alta nella cucina a gas) sarà il centro, sistema la tua griglia all’altezza più giusta e inizia dalle verdure, poi al maiale, passa al pollo e solo alla fine alla carne bovina. Una volta disposta la griglia ricorda di mettervi la carne quando sarà rovente.

I migliori tagli di carne bovina per griglia

Ci siamo, eccoci al nostro forte: coltello alla mano, andiamo a scoprire i migliori tagli di carne che ci può offrire un bovino quando si parla di cottura alla brace. Sì, perché per la grigliata perfetta non tutti i tipi di carne sono adatti, ricordiamoci che alla griglia si cuoce generalmente ad alta temperatura e per un tempo non troppo lungo, quindi occorre scegliere bene. 

Se invece vogliamo lavorare su cotture più lente e a basse temperature, ecco cosa fare per un barbecue a cottura low & slow.

Focus on: brisket per il bbq

Partiamo dalla punta di petto, un taglio che viene dalla parte anteriore dell’animale e che quindi risulta piuttosto grasso, particolarmente spesso e ricco di tessuti connettivi. Nelle migliori condizioni si presenta ben marezzato, garantendo la qualità dell’allevamento dell’animale.

È uno dei migliori tagli di carne da cuocere al barbecue, la punta di petto oltreoceano si chiama Brisket, se vuoi darti un tono fallo anche tu, perché no? Se ancora non l’hai provata, è arrivato il momento di farlo. Scoprirai la tenerezza del grasso che ammorbidisce le carni nella lenta affumicatura e durante la successiva cottura per regalarti emozioni mai provate in bocca.

Facciamo immediatamente chiarezza: con un Brisket ben marezzato non c’è alcun bisogno di iniettare per esempio brodo di carne per insaporire l’interno della nostra punta di petto. Tutt’altra cosa, invece, è il rub esterno ottenuto dal mix di sale kosher e pepe nero, con l’aggiunta di aglio se lo vuoi, che distribuirai sulla superficie della carne. Questo sì è uno step imprescindibile.

E la cottura? Beh, abbiamo detto che si tratta di cottura barbecue, quindi si comincia con l’affumicatura e preparati ad almeno, hai capito bene, almeno, una decina di ore complessive, normalmente si contano un paio d’ore di cottura per chilogrammo di punta di petto, a te la matematica. All’affumicatura segue la cottura al cartoccio (foil) e al termine si lascia riposare la carne in un contenitore isotermico.

La punta di petto richiede diverso tempo per essere cotta ma ogni minuto ti darà la conferma che ne è valsa la pena. E poi, stupire a tavola parlando di affumicatura… priceless!

Vogliamo partire snocciolando i grandi classici ai ferri: via, facciamolo che male non farà. Tra i tagli di prima ecco gli immancabili: costata, filetto e braciole.

Ma ti aspetti qualcosa di più da chi ha scelto di dare valore, per non dire di venerare, la carne e il mondo di sapori e segreti che le ruota attorno. E noi non vogliamo deluderti, ci mancherebbe!

Vale la pena aprire una parentesi per la regina della brace, una tipo di carne che richiede di essere cotta con perizia, già, perché la fiorentina va prima di tutto rispettata. Non fraintenderci, non si tratta di avere poca fiducia nelle tue capacità, ma se sei un neofita della griglia, ecco, allora non inizierei dalla fiorentina.

Trattarla bene e rispettarla vuol dire negarle la marinatura, perché farle il torto di insaporirla quando il gusto lo porta tutto dentro? Una fiorentina che si rispetti — ah, se ti va di usare l’inglese chiamala Porterhouse, non T-Bone, che è un’altra cosa — peserà sul chilo e mezzo circa, quindi dovrai toglierla dal frigo almeno un paio d’ore prima di cuocerla.

Non vogliamo dirti di asciugarla con un panno di carta, ma di accarezzarla e tamponarla delicatamente per togliere lo strato di umidità che si forma al variare della temperatura. Questo vuol dire rispetto.

Poi puoi massaggiala delicatamente con dell’olio extravergine di oliva prima di metterla sui ferri. Ora, c’è chi lo fa, noi francamente non lo consigliamo. Scegli in base alle tue preferenze ma ricorda che non va marinata e lasciata macerare, si tratta al massimo di un massaggino veloce con uno strato sottilissimo d’olio.

Veniamo alla cottura: tempi e metodi. Per essere cotta alla perfezione, la fiorentina richiede esperienza e anche l’ausilio di qualche strumento da veri pro, tipo un termometro a sonda. E le braci, come devono essere? Non senza poesia vorremmo definirle abbondanti e vivaci. Se ancora il concetto non ti è chiaro, per grigliare una fiorentina come si deve, serve amore.

Teniamo buona la nostra fiorentina sul chilo e mezzo, per una cottura media non più di 10 minuti per lato e 10 minuti sull’osso. Se poi vogliamo usare il termometro, la temperatura sarà sui 55-60°C, anche qualcosa meno per la cottura media e sui 45-55°C per averla al sangue, considera che nel periodo di riposo dopo la cottura la temperatura al cuore salirà ancora di qualche grado.

Un altro taglio che ha un’ottima resa se cotto alla griglia, o meglio ancora al barbecue, è il controfiletto, molto saporito anche se appena meno tenero del filetto. Nelle steakhouse americane lo chiamano New York Strip o striploin, il nostro controfiletto è un taglio molto frequente nelle grigliate di carne bovina che viene dalla regione lombare dell’animale.

Questo tipo di carne prevede marezzatura regolare ma non troppo accentuata, al contrario ha uno strato di grasso esterno che non va rimosso proprio perché cotto ai ferri andrà ad ammorbidire e manterrà succosa la carne.

Il controfiletto è un vero e proprio must della carne per una grigliata. Un consiglio? Dopo la cottura sulla griglia, diciamo pure qualcosa meno di una decina di minuti per un controfiletto al sangue, lascialo riposare qualche minuto in un foglio di alluminio, in questo modo manterrà il calore e non si disperderanno i succhi ma al contrario la carne ultimerà la preparazione.

Che ne dici? Con questi suggerimenti siamo andati ben oltre i classici, no? Certo, ci sono molti altri tagli che meritano di andare sul fuoco… ma abbi pazienza e fede, siamo qui per esaudire i piaceri della gola, solo non tutti in una volta!

Cosa abbinare a una grigliata di carne

Quasi come a chiudere il cerchio siamo arrivati dove abbiamo cominciato, ai contorni ideali da abbinare alla carne. Come dici? In che senso chiudere il cerchio? Beh, se hai perso il filo te lo ricordiamo subito, abbiamo iniziato a grigliare proprio dalle verdure!

Per un buon contorno semplice e veloce per la carne alla brace, melanzane e zucchine di spessore non troppo sottile (sui 2 centimetri per darti un’idea) si grigliano nel giro di 5-6 minuti per lato, mentre per una cipolla intera ci vogliono anche tre quarti d’ora, perciò ti sconsigliamo di fare il fenomeno e di mettere tutto assieme sulla griglia.

Se il tempo stringe, con le verdure fresche in pochi minuti puoi preparare un’insalata, che con la carne alla griglia ha sempre il suo perché e redime anche un po’ la coscienza quando ti sembra di aver esagerato con le quantità.

Veniamo agli abbinamenti specifici per la carne di maiale o per la carne di manzo: sì, nell’organizzare una grigliata potresti pensare anche a diversificare le salse in base ai tipi di carne. Ma, l’alternativa che accontenta tutti (sul serio, sta anche con le verdure!) c’è ed è proprio la salsa verde.

Semplicissima, la salsa verde nasce da una base di prezzemolo a cui si può aggiungere aglio tritato o intero, che successivamente puoi andare a rimuovere, olio extravergine e sale. Mescola, lascia riposare e… fatta.

Se invece vuoi qualcosa che potrebbe stare con tutto, ma che si sposa meglio con le costine, per esempio, proponi una salsa barbecue e il gioco è fatto! Ricordati che salse e condimenti sono una possibilità in più, non una necessità. E soprattutto, se hai preso un taglio di manzo TOP, non rovinarlo con salse e intingoli ma gustalo così com’è!

Per organizzare una grigliata non può mancare la birra, o il vino, se preferisci, ci sono carni cotte ai ferri che si sposano perfettamente con ottimi calici di rosso.

E se ancora ti chiedi cosa abbinare ad una grigliata di carne ti invitiamo a non strafare: diciamocelo chiaramente, i primi piatti non sono previsti. Non che non si possa abbinarli alla carne, ma rischieresti di esagerare, con le verdure hai già i contorni ideali per organizzare una grigliata perfetta.

Beh, direi che più o meno ti abbiamo detto tutto, d’accordo, non tutto tutto, ma con questo articolo puoi affrontare il tuo battesimo del fuoco… nel vero senso della parola!

 

10 consigli per una grigliata di carne di successo

  1. Fai esperienza prima di invitare gli amici
  2. Lascia una zona di sicurezza
  3. Non cucinare la carne appena tolta dal frigo
  4. Fai attenzione alla marinatura
  5. Non bucare o tagliare la carne
  6. Tieni tutto a portata di mano
  7. Controlla la temperatura
  8. Pulisci bene la griglia
  9. Scegli i giusti contorni
  10. Birra o vino? Scegli quelli giusti
Divina Carni